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Studi attuali

Desidera essere tenuta al corrente sulle ultime novità della ricerca in materia di celiachia, sensibilità al glutine non celiaca e alimentazione senza glutine? In questa sezione trova gli studi e gli articoli più recenti e interessanti su questi argomenti.
11.04.2017

La dieta “low FODMAP”: non è tutto oro quello che luccica

In tema di trattamento della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), molte lettrici e lettori avranno sentito parlare recentemente della dieta a basso apporto di FODMAP (“low FODMAP” in inglese). Tecnicamente questa dieta, oggi tanto di moda, consiste nella eliminazione dalla dieta quotidiana di un gruppo di zuccheri scarsamente assorbibili e notevolmente fermentabili, la cui presenza può essere causa di eccessiva secrezione di acqua e gas nel colon con conseguente diarrea, flatulenza, gonfiore e dolore addominale. I FODMAP comprendono gli Oligosaccaridi (fruttani e galatto-oligosaccaridi), i Disaccaridi (lattosio), i Monosaccaridi (fruttosio) ed i Polioli (es. sorbitolo, mannitolo e xilitolo).

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01.03.2017

Esiste una correlazione tra la sensibilità al glutine e la sindrome della tachicardia posturale?

Accanto alla sintomatologia classica della celiachia, i pazienti affetti da questa malattia riferiscono anche una serie di sintomi extra-intestinali, inclusi anche alcuni riconducibili al sistema nervoso autonomo, come ad esempio palpitazioni, tachicardia, vertigini e pre-sincope (1-3). La natura di questa correlazione resta ancora sconosciuta.

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30.11.2016

Risposta a lungo termine a una dieta senza glutine quale prova della sensibilità al grano non celiaca in un terzo dei pazienti con sindrome dell'intestino irritabile di tipo diarrea-prevalente e di tipo misto

La sindrome dell'intestino irritabile (IBS dall'inglese "Irritable bowel syndrome") è un diffuso disturbo intestinale funzionale con un impatto sociale ed economico riconosciuto, poiché riduce la qualità di vita e aumenta i tempi non produttivi dei soggetti che ne sono affetti. I pazienti credono spesso che la causa del disturbo siano gli alimenti consumati, ma la classica allergia al cibo ne è raramente il motivo.

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16.09.2016

Danno alle cellule intestinali e attivazione immunitaria sistemica in individui con sensibilità al frumento non celiaci

Alcuni individui accusano una serie di sintomi dopo l’ingestione di grano e altri cereali contenenti glutine, nonostante non siano presenti marcatori sierologici o istologici della malattia celiaca (CD). Le definizioni "sensibilità al glutine non celiaca" (NCGS) e “sensibilità al frumento non celiaca" (NCWS) sono state in passato utilizzate indifferentemente per definire il suddetto gruppo di individui.

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01.06.2016

Dieta vegetariana e celiachia

Come noto, lo schema dietetico vegetariano esclude tutti i tipi di carne e pesce, mentre quello vegano, oltre a carne e pesce, esclude anche gli altri alimenti di origine animale quali latticini e uovo. Secondo l’Istituto di ricerca Eurispes, nel 2014 il numero dei vegetariani e dei vegani in Italia era pari a 4,2 milioni di persone (7,1% della popolazione) con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Le più frequenti motivazioni di queste scelte alimentari sono i benefici salutistici, ragioni etiche e religiose, la salvaguardia ambientale e considerazioni di natura economica.

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01.06.2016

Anemia in caso di celiachia in età pediatrica: correlazioni tra dati clinici e istologici e la risposta a un’alimentazione priva di glutine

La celiachia è una delle più diffuse malattie gastrointestinali croniche che insorgono già in età pediatrica. Una delle patologie associate più frequenti in caso di celiachia non trattata in età pediatrica è l’anemia sideropenica. Persino un’anemia lieve o subclinica può avere ripercussioni pregiudizievoli sulla salute, dal momento che predispone a disturbi dello sviluppo cognitivo e psicomotorio nonché delle difese immunitarie. Questo studio retrospettivo ha esaminato e comparato un gran numero di dati clinici, istologici e sierologici e risultati di esami di laboratorio, nonché la risposta a un’alimentazione priva di glutine per bambini con o senza anemia al momento della diagnosi della celiachia

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06.05.2016

Efficacia di un’alimentazione priva di glutine in pazienti con sindrome dell’intestino irritabile con diarrea prevalente (IBS-D) all’oscuro della loro condizione HLA-DQ (genotipo HLA-DQ2/8)

Il sottotipo IBS-D è il sottotipo prevalente nella prassi clinica e costituisce circa un terzo di tutti i casi di IBS. Studi scientifici hanno evidenziato che l’84% dei pazienti con IBS sono convinti che determinati alimenti provochino i loro sintomi gastrointestinali e quasi un paziente su quattro indica come fattori scatenanti gli alimenti contenenti glutine. Da queste osservazioni è emersa la nuova entità clinica, la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC). La SGNC, tuttavia, continua a essere oggetto di controversie: come dimostrato, infatti, i sintomi della IBS non sono provocati solamente da alimenti contenenti glutine, ma anche da componenti nutrizionali privi di glutine (inclusi FODMAPs)

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08.04.2016

Diagnosi di sensibilità al glutine non celiaca (SGNC) in pazienti con sintomi funzionali gastrointestinali

La sensibilità al glutine non celiaca (in breve: sensibilità al glutine o SGNC) è una malattia funzionale gastrointestinale contraddistinta da sintomi gastrointestinali ed extra-intestinali che si manifestano dopo l’assunzione di alimenti contenenti glutine. I test ematici e le analisi istologiche attualmente disponibili non consentono di accertare con assoluta sicurezza una SGNC. Il fondamento primario del metodo diagnostico della SGNC, quando sono escluse celiachia e allergia al grano, è la risposta a un’alimentazione priva di glutine.

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22.02.2016

L’impiego dell’avena nella dieta senza glutine

L’avena (Avena sativa) è un cereale ampiamente utilizzato nella alimentazione umana da millenni, soprattutto nelle regioni a clima temperato dell’Europa Nord-Occidentale. Dai semi dell’avena si ricava la farina, oltre ai “fiocchi”, utilizzata per la preparazione di pane, pappe (porridge), biscotti, muesli e bevande (latte d’avena). Simile ad altri cereali per il contenuto di macronutrienti, l’avena presenta interessanti proprietà nutrizionali, soprattutto in rapporto all’elevato contenuto di fibre solubili, particolarmente di beta-glucani, cui si deve l’effetto ipocolesterolemizzante di questo cereale.

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