

Le modifiche genetiche dei grani contenenti glutine, avvenuti negli ultimi 10.000 anni per migliorarne gli aspetti quantitativi e qualitativi, hanno costituito un "errore evolutivo" che ha determinato le condizioni di base per la comparsa di patologie umane dipendenti dall'esposizione a questa sostanza. Queste forme di intolleranza al glutine, che nell’insieme coinvolgono circa il 10% della popolazione generale, sono tra le patologie più frequenti in assoluto, considerando che la sola malattia celiaca (MC), la forma più caratterizzata di intolleranza al glutine, interessa, nelle popolazioni di origine europea, circa l'1 % della popolazione, sia in età pediatrica che adulta.
La reattività al glutine, può essere esplicitata mediante meccanismi di tipo allergico e autoimmuni. Se in Italia 1 abitante su 100-150 è celiaco, pari a circa 110.000 casi già accertati, esistono ancora almeno 500mila celiaci che ignorano d’esserlo. Ogni anno, fra i nuovi nati si contano circa 2.800 riconosciuti come celiaci e sono 5mila i nuovi diagnosticati adulti. Ma questi sono i numeri della celiachia che, assieme alla allergia al glutine, è riconoscibile.
Diverso è quando si parla di un’altra forma di reattività al glutine, in cui nè il meccanismo allergico, né quello autoimmunitario sono coinvolti, la cosiddetta Sensibilità al Glutine. Stabilire quanta popolazione sia sensibile al glutine non è semplice, anche se sembrerebbe essere molto più presente rispetto alla malattia celiaca, almeno 6-7 volte maggiore, così come non è semplice diagnosticarla perché non esistono markers tipici per identificarla. A tutt’oggi, solo con la diagnosi per esclusione – assumendo che lo spettro di reazione al glutine copre tre grosse categorie (allergia, celiachia, sensibilità)- è possibile definirla come una “condizione di reazione all’introduzione di glutine con la dieta, in cui la malattia celiaca e l’allergia al glutine sono state escluse, ed in cui è possibile un coinvolgimento della sola immunità innata”.
E’ dalla notevole diffusione del problema che nasce l’esigenza di informare i professionisti della salute attraverso questo sito. Qui si cercherà di fare chiarezza sui sintomi (sovrapponibili a quelli della celiachia), sulle possibilità attuali di diagnosi, di terapia, sul perché un individuo può diventare sensibile al glutine e improvvisamente, con una dieta temporanea priva di glutine, può risolvere i propri problemi. Per comprendere inoltre i fattori scatenanti le problematiche inerenti l’introduzione di glutine, si è ritenuto utile approfondire, seppur brevemente, come i cambiamenti genetici del grano stesso abbiano potuto influire – in alcuni individui predisposti – all’esordio delle tre grosse categorie dove la reazione al glutine è preponderante. Infine i professionisti della salute potranno seguire passo passo le novità scientifiche sul tema, avranno la possibilità di confrontarsi con un panel di esperti nazionali e internazionali, oltre che aggiornarsi e afferire a strumenti informativi di sicura utilità anche per i propri pazienti.